MOST BEAUTIFUL ISLAND

 USCITA IN SALA → 16 agosto 2018
 SCARICA IL PRESSBOOK DEL FILM →

Regia e sceneggiatura di Ana Asensio

Con Ana Asensio, Natasha Romanova, David Little, Nicholas Tucci, Larry Fessenden, Caprice Benedetti.

Thriller psicologico, USA  2017, 87 minuti

Luciana è una giovane immigrata spagnola a New York, che lotta per sopravvivere mentre prova a fuggire da un traumatico incidente del suo passato. Per sbarcare il lunario accetta lavori di ogni sorta: un giorno distribuisce volantini pubblicitari mascherata da pollo, un pomeriggio fa la babysitter, una sera si veste elegante per andare a una festa esclusiva, apparentemente solo per farsi guardare. Luciana dovrebbe sostituire una sua amica, che le promette «non devi far niente di ciò che non vuoi», in cambio di duemila dollari solo per partecipare al party. Ma la serata prenderà ben presto una piega imprevista e pericolosa, e sarà troppo tardi per abbandonarla.

Most Beautiful Island segna l’esordio alla regia di Ana Asensio, sceneggiatrice e interprete principale del film ispirato alla sua vita.

Luciana si è lasciata alle spalle la sua famiglia, il suo paese e un traumatico incidente di cui non riesce a liberarsi, trasferendosi nella grande mela in cui provare a realizzare il suo american dream. È lo stesso percorso della regista e attrice spagnola che riflette sulle difficoltà di vivere nella metropoli dalle mille possibilità e i mille pericoli, soprattutto si è immigrati e senza documenti in regola. La New York di Luciana Asensio è una città dei contrasti e poco accogliente, una città in cui si rischia facilmente di perdersi tra la massa umana che ogni giorno sfreccia tra i grattacieli di Manhattan. Le paure, inquietudini e ansie di Ana si rispecchiano in Luciana in un thriller psicologico dall’atmosfera claustrofobica su uno sfondo torbido.

L’attrice conosciuta per serie TV e film come The Afterlight, Zenith e The Archive, ci trascina nell’universo autosufficiente e subito coinvolgente di Luciana dallo sguardo inquieto e l’aria disperata di chi è pronta a tutto pur di affrontare gli infiniti ostacoli della lotta quotidiana. Most Beautiful Island è il racconto di una delle tante e imprevedibili giornate di Luciana che viene inghiottita, fisicamente ed emotivamente, in una serie di eventi che la costringono a superare i suoi limiti. Cosa siamo disposti a fare per sopravvivere? Fino a che punto possiamo calpestare la nostra dignità pur di andare avanti? La regista sembra porsi queste domande di fronte agli sguardi persi nel vuoto delle donne dall’aspetto elegante e l’anima in brandelli, mentre aspettano il loro turno al party che si consuma ai loro danni. Luciana, così, si ritrova inavvertitamente pedina centrale di un gioco ambiguo e pericoloso pur di portare a casa un po’ di soldi per mangiare. Ma la più grande somma di denaro non riuscirebbe forse a ripagare i danni umani e le ferite inconsce di una donna pronta a mettere a rischio la propria vita per rimanere a galla.

L’odissea quotidiana di Luciana ci conduce tra scantinati bui, nascoste cucine di ristoranti cinesi dai burberi proprietari e giri d’affari russi di una città sotterranea, invisibile agli occhi di chi non la conosce e da cui è impossibile uscire una volta entrati. Omertà, obbedienza e audacia sono le parole d’ordine del mondo suburbano in cui le donne sono costrette a fare del proprio corpo un business. È asfissiante l’aria come nelle ambientazioni di Polanski, è strabiliante la resilienza di Luciana come certi personaggi dei fratelli Dardenne. Asensio esplora l’inconscio della donna senza lasciarci la possibilità di uscire né di distaccarci prima di esserci assicurati della sua sorte.

Attraverso suoni stridenti ed esasperanti che Luciana sente improvvisamente e incessantemente nell’arco della giornata, la regista ci fa condividere le angosce e le paure della donna lasciandoci osservare il suo mondo più intimo.